Tre autori meravigliosi. Da regalarsi e regalare.John Fante, Charles Bukowsky, Roland Barthes. Cibo per la mente e il cuore.


Sognare fa bene.

Quando i sogni diventano realtà si sta ancora meglio. 

Quest'anno ho scelto di regalare libri. 

E che libri!

I sogni di Bunker Hill.

Post Office.

Frammenti di un discorso amoroso. 

Rispettivamente:

John Fante. 

Charles Bukowsky.

Roland Barthes.

Il meglio per iniziare a conoscere questi tre meravigliosi autori.

Con cui sono cresciuto.

Ho avuto la fortuna di averli letti e amati in adolescenza, e poi approfonditi negli anni, indimenticabili, degli studi universitari. 

Tre autori che fecondano la mente, che rimangono a fare il loro prezioso lavoro nel profondo della memoria, che passano segreti che si svelano nel corso del tempo, pian piano.

Come se la loro lettura non fosse che l'inizio di un cammino che porta in un altrove sconosciuto. 

Per aprire sempre nuove finestre di riflessione sulle umane vicende che attendono di essere vissute. 

La fortuna di aver incontrato quelle pagine si apprezza vivendo. 

Perché niente è più salvifico che trovare, leggere, vivere, le "parole per dirlo" (per citare un altro capolavoro di Marie Cardinal).

Imparare a sognare è una rara fortuna.

Incontrare sul proprio cammino chi può mirabilmente insegnare a farlo, è un regalo che solo i maestri possono donarci.

Quelli che ci attendono usciti da quella caverna da cui già Platone consigliava di scappare, per trovare il coraggio di vivere la realtà nella curiosità di vivere pienamente il proprio destino per diventarne finalmente gli autori. 

Giovanni Tommasini

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Commenti

  1. Caro Giovanni, spero che i fortunati destinatari dei libri regalati ne sapranno apprezzare la grandezza ed unicità, ma ti scrivo per chiedere la tua stimata, almeno da parte mia, opinione sugli audiobook. Concordo e condivido l'opinione di chi vuol distinguere tra generi di libro. Ma parliamo dei nostri sopra, prediletti: "Frammenti di un discorso amoroso" potrebbe mai trovare vita e ragione di esistere cone audiolibro dove le parole lette fuggono via una dietro l'altra e si perdono prima dentro i pensieri brevenente, poi tra un pensiero e l'altro ed infine si perdono. Dove è l'amorevole affanno di tornare a sfogliare indietro le pagine per rivedere quella frase che ci ha colpito, commosso, ispirato. Come avviene questo miracolo del rileggere, rileggere, sottolineare, e rileggere ancora fino a diventare noi stessi parte di quello che leggiamo. Come può altrimenti ripetersi la salvezza di "trovare, leggere, vivere, le parole per dirlo"?

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    Risposte
    1. Caro Giovanni, i dati di vendita di podcast e audiolibri confermano l'autorevolezza della tua analisi e previsione, tuttavia se ne deduce anche un aspetto da non sottovalutare.Cito direttamente dalla fonte: "E amano i contenuti audio originali: il 77% degli intervistati pensa sia positivo che gli autori scrivano storie fatte appositamente per l'ascolto, come dimostra il successo dei tanti contenuti Audible Original usciti nel 2021. (ANSA)"
      Questa è dunque tutta un'altra storia.
      Grazie per la tua attenzione.

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